mercoledì 17 luglio 2013

Baustelle - Monumentale (video)

Venerdì prossimo uscirà Monumentale il terzo singolo estratto da Fantasma, ultimo lavoro discografico dei Baustelle pubblicato all'inizio dell'anno. L'inscindibile rapporto tra la vita e la morte è il tema centrale dell'album che viene sviscerato nelle diciannove tracce del disco. Il brano, il cui titolo è un esplicito riferimento al cimitero monumentale di Milano, invita a cercare la vita proprio nei luoghi dove essa ha termine e a lasciar perdere le consuetudini effimere del quotidiano (come la televisione e la rete) per dedicarsi alle relazioni umane, troppo spesso trascurate nell'odierna società virtuale. La regia del filmato è affidata a Paoloreste Gelfo che così si riferisce alla sua realizzazione: "Non eravamo interessati a girare un semplice videoclip in versione live. Il concerto, qui, è preso a pretesto per rilanciare quanto il brano stesso suggerisce: una riflessione sul bisogno che ognuno ha di prendere del tempo per sé, di ritagliarsi una zona d’ombra lontana da tutto il resto".





"...lascia perdere i programmi
coi talenti, i palinsesti,
per piacere non andare a navigare sulla rete,
stringi forte chi ti vuole bene
tra le tombe del monumentale,
trovi dio, trovi montale, ed un’opaca infinità.
quindi lascia perdere i salotti
coi talenti e le baldracche,
vieni all’ombra dei cipressi
dona amore, al pomeriggio
a chi sospende la sua vita
tra le urne amiche del monumentale,
di realtà e d’irreale, vieni a fartene un’idea."

Baustelle Live @ Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
foto © Raffaele Mondì

martedì 16 luglio 2013

Luca Rovini - Avanzi e Guai (Autoprodotto - 2013)


Scoppia la testa
Avanzi e guai
Corri come vuoi
Sporca danza
Nannananna
Sguardo di pietra
Cosa fai
Non le mie parole
Tra la polvere ed il cielo
Late night blues, for Willy Deville



Vediamoci stasera su una vecchia strada blu, il diavolo all’incrocio canta il blues dell’abbandono, ride, ma non sa cosa l’aspetta perché incontrerà la moltitudine di personaggi dipinti con brevi ma incisivi tratti dalla penna prolifica di Luca Rovini, cantautore toscano, anzi singer songwriter,  che nel solco della tradizionale roots music americana confeziona il suo disco d’esordio. Rovini, in quel di Cascina, in provincia di Pisa, di professione è geometra, ma coltiva una passione smodata per tutto ciò che ha a che fare con blues, rockabilly, folk e country e tutti quegli autori che percorrono le strade secondarie della musica, loner che con orgoglio e determinazione affermano la loro identità. Da questo amore è nato Avanzi e Guai, concepito in perfetta solitudine, tranne l’aiuto prezioso dell’amico Claudio Bianchini, a cominciare dalle chitarre usate nell’incisione, tutte autocostruite, sia le acustiche cha la resonator di metallo, fino alla registrazione, effettuata in una mansarda con un solo microfono impegnato a catturare il suono decisamente personale, è proprio il caso di dirlo, dei dieci brani che compongono il disco. 

Luca Rovini @ Buscadero Day - Pusiano (Co) 13 Luglio 2013













Il risultato è sicuramente soddisfacente! L’impatto emotivo è quello di un demo, asciutto, essenziale, autentico. Siamo a tu per tu con l’autore, con la sua musica e le sue storie, storie che sono anche le nostre, e per questo lo sentiamo vicino. Luca, con la sua inflessione tipicamente toscana (il che non guasta affatto), ci rende partecipi di un mondo che ha il fascino della vita di tutti i giorni, dei racconti serali in cui si condividono quei piccoli grandi avvenimenti che, proprio nella loro quotidianità, ammaliano l’ascoltatore.
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venerdì 5 luglio 2013

W.I.N.D. - Temporary Happiness (Artesuono - 2013)


Temporary Happiness
Sun Shines Through The Rain
More than Myself
Dreaming My Life Away
Social Paranoia
Waiting For Next Friday
Stand For Your Brother
The First Day Of The Rest Of My Life
The Lonely Place Inside
Born To Ride
In The Winter Time



I nostri progenitori latini ritenevano che nel nome di una persona fosse contenuto il presagio del suo destino. Nomen omen dicevano e, nel caso degli W.I.N.D., tale locuzione sembra calzare a pennello. Una possibile interpretazione dell’acronimo (titolo anche del loro penultimo album) è walkin’ in a new direction, camminare in una nuova direzione, perciò l’idea di movimento, di ricerca di nuove possibilità espressive per il prorio linguaggio musicale è insita nel nome stesso della band. Ci eravamo lasciati tre anni fa con quello che, fino ad allora, rappresentava giustamente il punto più alto della loro carriera e che, con il senno di poi, conteneva in nuce alcune delle soluzioni che sarebbero poi state adottate in Temporary Happiness, il nuovissimo lavoro che stiamo per presentarvi.

 

Fabio Drusin (basso e voce), Anthony Basso (chitarra e voce) e Silver Bassi (batteria) sono una delle formazioni più solide e longeve (la prima line-up risale al 1998, presente il solo Drusin) del panorama italiano, una delle poche che ha collezionato collaborazioni eccellenti e che può vantare una lunga esperienza dal vivo fatta di concerti e tournée in tutta Europa con artisti di fama internazionale, basti ricordare i tour con il compianto Gary Moore, con il bluesman Alvin Youngblood Hart, quello con il tastierista Johnny Neel (nei credits di Seven Turns dei rinati Allman Brothers) e le comparsate con il grandissimo Warren Haynes e i suoi Gov’t Mule. Come per questi ultimi, il piatto forte del gruppo è l’hard blues, declinato con grande rigore alla luce di un’attitudine live che trova nella jam il linguaggio preferito e si esprime, anche in studio, in lunghe improvvisazioni in cui la fulgida creatività dell’ensemble spicca il volo. Se fino ad ora è stato facile paragonarli proprio ai Gov’t Mule, con una semplicità di catalogazione che correva il rischio di diventare sempre più scomoda, adesso gli W.I.N.D. si sono affrancati del tutto da quest’ombra ingombrante e si sono ritagliati uno spazio riconoscibile e autonomo. Certo, con la band americana hanno una forte affinità elettiva e condividono lo stesso tipo di formazione, ma adesso nella loro musica c’è di più, molto di più.
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foto © Alessandro Laporta



foto © Alessandro Laporta









giovedì 4 luglio 2013

Cesare Carugi - Pontchartrain (anteprima copertina e credits)

Il prossimo 24 settembre verrà pubblicato, con distribuzione IRD, l'attesissimo nuovo album di Cesare Carugi. Questa, giusto per stuzzicare il palato dei suoi fan, è la copertina ufficiale. A poco più di un anno di distanza da "Here's to the road", uno dei dischi più belli del 2011, l'uscita di "Pontchartrain" si preannuncia come un altro bel lavoro del cantautore toscano. Carugi ha coinvolto nelle registrazioni una serie davvero importante di ospiti. Qui potete sfogliare la tracklist e i credits.

Suggestioni ha l'acquolina in bocca...


Cesare Carugi - Pontchartrain

1. Troubled Waters (3:41)
2. Carry The Torch (4:39)
3. Long Nights Awake (5:09)
4. Your Memory Shall Drive Me Home (3:40)
5. Charley Varrick (5:02)
6. Pontchartrain Shuffle (3:19)
7. Morning Came Too Early (4:34)
8. Drive The Crows Away (4:46)
9. Crack In The Ground (2:48)
10. My Drunken Valentine (4:50)
11. When The Silence Breaks Through (4:48)
12. We'll Meet Again Someday (3:26)

CESARE CARUGI: Vocals, Electric, Acoustic & Nylon Strings Guitars, Harp, Programming.
LEONARDO CECCANTI: Electric Guitars. Nylon Str. Guitar & Bass (#10)
MATTEO D'IGNAZI: Drums
JACOPO CREATINI: Piano, Keyboards & Organ
MATTEO BARSACCHI: Electric Bass (#2, #4, #7, #8)
SABINA MANETTI: Backing Vocals (#2, #4, #8, #10)
PAOLO BONFANTI: Electric Slide Guitar (#1)
DAVID ZOLLO: Piano (#2)
GIANNI GORI: Mandolin (#2)
FRANCESCO PIU: Resonator Guitar (#6)
ANDREA GIANNONI: Harp (#3)
SALVATORE PAPOTTO: Electric Bass (#1, #3, #5)
MARIALAURA SPECCHIA: Vocals (#5)
GIANLUCA BARONCELLI: Sax Soprano (#11)
BARBARA SUFFREDINI: Clarinet (#11)
ALESSANDRO BATTISTONI: Electric Guitars (#12)
CARLO LANCINI: Electric Guitar (#12)
DANIELE TOGNI: Electric Bass (#12)
GIADA GIAMMUGNANI: Backing Vocals (#12)
MARCO BICCHIERINI: Electric Bass (#9)
ANDREA "LUPO" LUPI: Electric Bass (#6), Fretless Bass (#10)
MARCELLO MILANESE: Hellelujah H1 Homemade Guitar (#10)
CHIARA GIACOBBE: Violin (#8)

Recorded at Shuffle Club, Montescudaio (PI)
Mixed by Gianfilippo Boni & Cesare Carugi at Paso Doble, Bagno A Ripoli (FI)
Mastered by Tommy Bianchi at White Sound Mastering Studio, Scandicci (FI)
English Consultant: Edward Abbiati

Produced by Cesare Carugi.


mercoledì 3 luglio 2013

Vinicio Capossela presenta la Banda della Posta - Esce Primo Ballo

Dopo il debutto all'Auditorium Parco della Musica di Roma al “My festival” di Patti Smith e dopo l'esibizione al Concerto del Primo Maggio, è uscito il 25 giugno Primo Ballo il sorprendente cd della Banda della Posta, su etichetta La Cupa distribuzione Artist First. Polke, mazurke, quadriglie, paso doble e fox trot. Un vortice di musiche da ballo per sollevare l'umore e fare girare la testa. Il disco è il primo lavoro da produttore di Vinicio Capossela ed è realizzato con la stretta collaborazione di "Asso" Stefana e Taketo Gohara.

Per festeggiare l'uscita di "Primo Ballo", si terrà in Calitri dal 28 al 30 agosto (tre giorni , tanto duravano i matrimoni) l'anteprima del nascente festival chiamato Calitrisponzfest. Un viaggio intorno al mondo dello sposalizio per spartire musiche , balli , culture , panni e lenzuola , e finire "sponzati " come baccalà. Un viaggio nelle terre d'alta Irpinia per riscoprire le ritualità degli sposalizi Calitrani "prima della televisione", per scoprire il "paese della casa dell'Eco", e per raggiungere l'eco di altre ritualità "sponzanti" del mediterraneo. Il ricco programma del festival, offrirà musiche, culture, tradizioni, eventi intorno al rito dello sposalizio e culminerà nella serata finale del 30 agosto, con il concerto di Vinicio Capossela & La Banda della Posta. Gli aggiornamenti sulla pagina facebook del festival http://www.facebook.com/calitrisponzfest

Vinicio Capossella svela alle telecamere di "Mille Pagine" la bellezza (pure qualche piccolo segreto...) dietro la lavorazione del disco:




“Lo sposalizio è stato il corpo e il pane della comunità . Il mattone fondante della comunità. Veniva consumato con il cibo e con la musica.
Questa musica che accompagnava il rito era musica umile , da ballo , adatta ad alleggerire le cannazze di maccheroni e a "sponzare" le camicie bianche, che finivano madide e inzuppate , come i cristiani che le indossavano.
Un repertorio di mazurke , polke , valzer , passo doppio , tango, tarantella , quadriglia e fox trot , che era in fondo comune nell'Italia degli anni 50 , '60, e che si è codificato come una specie di classico del genere in un periodo nel quale lo "sposalizio" è stata la principale occasione di musica, incontro e ballo. A Calitri, in alta Irpinia , qualche anno fa , un gruppo di anziani suonatori di quell'epoca aurea non priva di miseria, ha preso l'abitudine di ritrovarsi davanti alla Posta nel pomeriggio assolato. Montavano la guardia alla Posta, per controllare l'arrivo della Pensione. Quando l'assegno arrivava, sollevati tiravano fuori gli strumenti dalle custodie e si facevano una suonata.
Il loro repertorio fa alzare i piedi e la polvere e fa mettere ad ammollo le camicie sui pantaloni. Ci ricorda cose semplici e durature. Lo eseguono impassibili e solenni, dall'alto del migliaio di sposalizi in cui hanno sgranato i colpi. Per questo si sono guadagnati il nome di Banda della Posta.” (Vinicio Capossela)



Banda della Posta:
Giuseppe Caputo, "Matalena" - violino
Franco Maffucci, "Parrucca" - chitarra e voce
Giuseppe Galgano, "Tottacreta" - fisarmonica
Giovanni Briuolo - chitarra, mandolino
Vincenzo Briuolo - mandolino, fisarmonica
Giovanni Buldo, "Bubù"- basso
Antonio Daniele - batteria
Crescenzo Martiniello, "Papp'lon" - organo
Gaetano Tavarone, "Nino"- chitarre

Crediti Primo Ballo:


Prodotto da Vinicio Capossela e Alessandro “Asso” Stefana
Registrato da Taketo Gohara e Alessandro “Asso” Stefana con lo studio “mobilis in mobili” presso il salone da sposalizio “La ruspa” di Eduardo Maffucci, Calitri, ottobre 2012.
Mixato da Taketo Gohara presso studio “La Sede”, Milano.
Assistente di studio Stefania Bonomini
Masterizzato da Giovanni Versari presso “La Maestà”, Tredozio
Produzione esecutiva: La Cupa
Coordinamento generale per La Cupa: Luciano Linzi
Ufficio Stampa: Giulia Di Giovanni
Foto Banda della Posta interno copertina: Simone Cecchetti
Progetto grafico: Etcetera.it
Copertina: Jacopo Leone
Ospiti “accappanti”:
Alessandro “Asso” Stefana: chitarra elettrica,
chitarra baritono, effetti sonori
Vito Capossela: introduzione vocale a “Fuego”

http://www.facebook.com/BandaDellaPosta


martedì 18 giugno 2013

Vintage Trouble - Pelvis Pusher

photo © Peter McCabe


























I Vintage Trouble sono una band americana nata Los Angeles nel 2010 quando Ty Taylor (vocal) e Nalle Colt (guitar) si sono uniti al batterista Richard Danielson e al bassista Rick Barrio Dill. Entrati nel Bomb Shelter Studio, registrano in soli tre giorni del materiale che avrebbe dovuto essere un demo e finisce invece per diventare il loro primo album "The Bomb Shelter Sessions". Il disco è un successo e raggiunge in breve tempo le classifiche di vendita sia in America che in Inghilterra. La loro partecipazione allo spettacolo televisivo "Later... with Jools Holland" risulta una delle migliori performance dell'anno. Segue un esplosivo tour europeo che sancisce definitivamente la fama del gruppo. Lo showcase al SXSW di Austin, Tx viene definito da paste Magazine il quarto miglior set appena dietro a The Jesus and Mary Chain, Jack White and Bruce Springsteen. Attivissimi dal vivo, nei prossimi due mesi faranno da supporto al tour degli Who e apriranno il concerto dei Rolling Stones ad Hyde Park.
Unite rythm & blues e rock'n'roll, immaginate James Browne che canta con i Led Zeppelin e avrete un'idea del sound dei Vintage Trouble che, con Otis Redding nel cuore, unisce all'energia del rock il groove della musica soul in una miscela irresistibile.

"Pelvis Pusher" è il nuovissimo video diretto da Jason Ensler tratto da "The Bomb Shelter Sessions".






Questa invece è la performance esplosiva che i Vintage Trouble hanno tenuto il 19 aprile 2011 nello spettacolo televisivo "Later... with Jools Holland"


lunedì 17 giugno 2013

Daniele Tenca - Live al Circolone di Legnano - 22 Marzo 2013


Il palco del Circolone di Legnano è ormai diventato una meta ambita, un polo d’attrazione per artisti e appassionati che qui si incontrano in una delle poche isole felici in cui è ancora possibile assistere a spettacoli di qualità. La scena rock indipendente, soprattutto quella che trova oltre oceano i propri modelli di riferimento, sta vivendo un periodo decisamente positivo e, pur tra le mille difficoltà incontrate nel proporre un certo tipo di musica in Italia, continua a crescere e a raccogliere molti consensi. Il ciclo Americana, il fiore all’occhiello del Circolone, giunto alla seconda edizione, ha portato a Legnano alcune tra le migliori band di questo circuito virtuoso. Solo per citare qualche nome, ricordiamo con piacere le serate trascorse in compagnia di Cheap Wine, Miami & The Groovers, Rusties, Lowlands, un elenco incompleto ma esaustivo per indicare la qualità della proposta. Va quindi un plauso e un ringraziamento a chi, con un pizzico di follia (sempre necessaria) ha saputo organizzare al meglio questi eventi.

Ultimi ad aver infiammato le assi del palco legnanese sono stati Daniele Tenca e la sua Working Class Band, sbarcati in città per presentare Wake up Nation, il recentissimo importante lavoro del musicista milanese. Sulle pagine di Mescalina ne abbiamo già parlato diffusamente, preme comunque sottolineare la bellezza di una prova assai convincente che testimonia la crescita artistica di un autentico campione del rock nostrano. Il suo grido alla nazione è un deciso passo in avanti compiuto nella direzione di una sapiente miscela di blues e roots rock, che trova nell’energica autencità della proposta l’esito migliore. Va poi aggiunto che un peso importante nell’economia del disco è costituito dalla notevole capacità di scrittura, estrinsecata nella denuncia sociale dei testi, quanto mai efficaci nell’affrontare temi di scottante attualità.


Era lecito aspettarsi una grande serata, e così è stato. Gli appassionati presenti hanno potuto assitere ad uno dei più bei concerti tenuti dalla Working Class Band, uno show intenso e trascinante, durato più di due ore, che ha amplificato a tutto tondo le qualità dei lavori in studio. Proposti dal vivo, i brani di Wake up Nation hanno guadagnato ulteriore energia, così come i pezzi più vecchi del repertorio hanno goduto di nuovi arrangiamenti in cui si è sprigionata tutta la bravura dei compagni di viaggio di Tenca.

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